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Racconto By Marco Cipriani Falconara Marittima -
Ho avuto la fortuna di conoscere la Baia degli Angeli nel novembre del 1976, quando mi potevo permettere di raggiungerla in treno o in vespa...Da allora l'ho frequentata fino alla sua chiusura estiva nel 1977. Da quella data, da quel momento, niente e nessuno è più riuscito a ricreare quello "Stato di Grazia mentale e fisico" che avevo avuto la fortuna di conoscere. Dai fantastici ed unici Bob e Tom Season che con la loro straordinaria creatività hanno saputo dare eleganza, stile e creare la cosidetta "Musica della Baia" che fino ad oggi resterà solo un sogno irripetibile. Dal profumo, al suono tipico, alla gente che sapeva divertirsi in un modo diverso, senza volgarità o aggressività. Era un mito e resterà tale per sempre. Ricordo le serate e le giornate più belle che sono state quelle passate con i miei amici di Falconara/Ancona e Senigallia a ridosso delle piscine (esterne ed interne) ad ascoltare la più bella soul-
Racconto By Marco -
Della baia, oltre ad un autentico favoloso ricordo, mi è rimasto una o due scatolette di sardine con il logo della baia di allora e cioè un angioletto con due colline stilizzate e uno specchio di Happy Fashion il negozio di abbigliamento che era dentro la baia , con una delle Marylin di Andy Warrol serigrafata sopra. Sono cimeli e ogni volta che li guardo mi ritornano in mente tutte le belle serate passate alla baia . Sono i ricordi presi l'11 settembre del 1977 quando Giancarlo, il padrone di allora, chiuse la baia e lascio' che tutti noi ci prendessimo un ricordo. Chiaramente fu devastata. Alcool e "altro" non ci permisero di lasciarla intatta. Penso sia impossibile ritrovare quell'atmosfera anche perchè io avevo 16 anni e quella era la discoteca più vicina agli standard di disco americana, sia come effetti speciali sia come ambiente (piscina.., vista sulla baia di Gabicce etc....). Poi andai al nepenta , ma era tutta un'altra cosa . La baia era magica, non posso dire altro !! I veri DJs della baia erano Bob e Tom ed erano due dj omosex , loro erano americani e portavano direttamente dall'America i dischi ed erano i numeri 1 !!!!. Niente a che vedere con Mozart o altri se pur bravi DJs.
Racconto By Luca Valentini -
La prima volta che sono andato alla Baia degli Angeli avevo quindici anni e chiaramente ero in compagnia di amici più grandi che avevano già l'auto. Era settembre 1976, le radio libere, la disco music, le discoteche erano già parte della mia vita.Ero molto giovane e ancora non potevo apprezzare pienamente tutto quello che mi si presentava davanti ma ricordo lo shock di quando, entrando in questo bellissimo locale, completamente color bianco, ascoltavo le note di Love to love you baby di Donna Summer.Una magia! Sono tornato alla Baia un'altra volta quando ancora in consolle c'erano i due dj di colore: Bob Day e Tom Season. Che musica! Alcuni amici avevano conosciuto il proprietario della Baia il quale diceva che ogni mese i suoi dj Bob e Tom, compagni anche nella vita, andavano a New York per rifornirsi di dischi. Oggi sono certo che Bob e Tom quando tornavano a New York andavano a sentire il mitico Larry Levan al Paradise Garage per poi riproporre in Italia gli stessi dischi che si ascoltavano e ballavano oltreoceano. I pezzi che ricordo con particolare affetto di quel periodo sono Melodies dei Made in USA, Love chant di Elis Second Coming (lo facevano ascoltare fino all'ultimo "sospiro") We got the time di MFSB, Daylight di Vickie Sue Robinson (rigorosamente la versione strumentale) e poi c'erano una marea di pezzi bellissimi che ancora oggi rimangono per me un mistero. C'era poi tutta l'atmosfera speciale che aleggiava intorno alla Baia, stupefacente un invito arrivato per posta dentro una scatola di sardine. Alla Baia c'era anche un ristorantino perciò la possiamo tranquillamente definire il primo Dining Disco della Riviera. Negli anni '77 e '78 la frequentazione della Baia era molto più assidua, quando non potevo andare, perchè anche io facevo il dj in alcune discoteche tra cui anche il Boomerang, i miei amici mi tenevano costantemente al corrente di cosa facevano Daniele Baldelli e Mozart dal loro "ascensore". Daniele, sempre con la brillantina in testa, indossava a volte una maglietta con scritto Grease, ricordo quando un mio amico, regolare della Baia (Andrea Corsaletti) mi disse: hanno fatto ballare anche il jazz! Il brano era Freaky deaky di Roy Ayers. E poi le innovazioni: l'uso dell'equalizzatore, i dischi in risonanza, spegnere il piatto, la musica "strana" (Aquamarine di Santana, Star black dei Writers, Wake up di Ian Dury...) Di pari passo, si andavano a cercare i dischi nei negozi mitici del tempo: la Dimar a Pesaro e a Rimini, New Rels di Boncaldo a Forlì e la sua più vicina filiale nel lungomare di Rimini, rilevata nel 1979 da Gianni Zuffa che la trasformò nel Disco Più. Il 1976 e 1977 hanno visto la Baia esser frequentata da gente bellissima, tutti vestiti elegantemente, alla moda o come si dice oggi "di tendenza" provenienti da ogni parte d'Italia, nel 1978, l'anno del funky, la clientela cambiava, stava iniziando il periodo dei "picchiatelli", chi ascoltava la disco commerciale (Giorgio Moroder, Village People...) era classificato in un certo modo, chi invece ascoltava il funky (James Brown, Cameo...) era un alternativo, anche per come si vestiva. Nel 1979 Daniele Baldelli apre il Cosmic, Mozart rimane da solo alla Baia che però avrà vita breve, era diventata una specie di santuario, c'era più gente fuori che dentro, anche la musica cambiava, sono gli anni della New wave, dell'elettronica, io rimango fedele alla musica dell'anima, alla musica black, alla musica che ti fa male dentro.